COVID-19 – INPS: chiarimenti su indennità di malattia e integrazione salariale

Con il messaggio n.1822 del 30 aprile 2020,  l’INPS è intervenuta sul rapporto tra i due istituti, riepilogando la normativa vigente in materia.
In primo luogo, viene ribadito il principio generale (art. 3, comma 7, D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 148), in base al quale “il trattamento di integrazione salariale sostituisce in caso di malattia l’indennità giornaliera di malattia, nonché la eventuale integrazione contrattualmente prevista”.
La disciplina di dettaglio, che discende dalla predetta norma primaria, è contenuta nella circolare n. 197/2015, per quanto riguarda le integrazioni salariali (CIG), e nella circolare n. 130/2017, per quanto riguarda le prestazioni del Fondo di integrazione salariale (FIS).
Nello specifico, l’Inps distingue tra sospensione dell’attività lavorativa (cig a zero ore) e contrazione della medesima (cig a orario ridotto).
1. Nel primo caso (sospensione dell’attività lavorativa), si possono verificare 2 fattispecie:
– se la malattia insorge durante la sospensione dal lavoro (cassa integrazione a 0 ore), il lavoratore continuerà ad usufruire delle integrazioni salariali;
– se lo stato di malattia è precedente l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa si avranno invece due casi:
a) qualora la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene ha sospeso l’attività, anche il lavoratore in malattia entrerà in CIG dalla data di inizio della stessa;
b) qualora, invece, non venga sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene, il lavoratore in malattia continuerà a beneficiare dell’indennità di malattia.
 2. Nel secondo caso (riduzione dell’attività lavorativa), l’indennità di malattia prevale sull’integrazione salariale a orario ridotto.
Queste regole si applicano alla cassa integrazione guadagni ordinaria, alla cassa in deroga e al fondo d’integrazione salariale* (*rispetto a quest’ultima ipotesi, in caso di riduzione di orario, l’assegno ordinario non è dovuto, in alcun caso, per le giornate di malattia, indipendentemente dall’indennizzabilità di queste ultime).
Al riguardo, l’Istituto conferma che, non essendo intervenute modifiche alla disciplina sopra illustrata, la stessa continua ad applicarsi anche con riguardo alle domande di prestazioni di integrazione salariale (CIG, FIS, CIGD) intervenute nel corso dell’emergenza epidemiologica per COVID-19.
Info e contatti
Area Relazioni Industriali
D.ssa Teresa Giornale
email: t.giornale@confindustria.benevento.it
tel.: 0824/50120_int. 1

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