Covid 19 – Credito D’imposta Sanificazione. Ambito applicativo

Attraverso il decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 , così detto “Cura Italia”, il Legislatore ha introdotto un credito d’imposta per la così detta sanificazione. Tale credito d’imposta è stato oggetto di un ulteriore ampliamento da parte del decreto-legge “Liquidità” ma, prima di analizzare tali modifiche e facendo presente che è necessario un decreto attuativo delle disposizioni in commento, allo stato attuale non ancora emanato, è bene analizzare il suo funzionamento.

Da un punto di vista soggettivo il credito d’imposta spetta sia ai soggetti che esercitano attività d’impresa, sia ai soggetti che svolgono arti o professioni. La norma, quindi, risulta essere di ampio respiro nel senso che indicando sia gli esercenti attività d’impresa, senza specificarne la forma giuridica, sia gli esercenti arti o professioni, risulta abbracciare tutti i contribuenti. Si ritiene, salvo diverse indicazioni da parte del decreto attuativo, che potranno usufruire, dunque, del credito d’imposta in commento i seguenti soggetti:

-le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione, nonché le società europee e le società cooperative europee residenti nel territorio dello Stato;

-gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;

-gli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato;

-le società in nome collettivo e in accomandita semplice;

-le imprese individuali;

-gli esercenti arti o professioni;

-le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.

Si ritiene, visto che si tratta appunto di un credito d’imposta, che possano usufruire dell’agevolazione oltre che i soggetti che ancora adottano il regime così detto dei minimi, anche coloro che usufruiscono del regime forfetario di cui alla legge 190 del 2014. Per tali ultimi soggetti, infatti, ancorché il reddito sia determinato attraverso l’applicazione di una percentuale di redditività ai ricavi o ai compensi dichiarati per il periodo d’imposta, essi dovrebbero poter beneficiare, salvo diversa presa di posizione del decreto attuativo, del credito d’imposta in commento, non trattandosi di un costo o della maggiorazione di un costo, come, per esempio, il “vecchio” super e iper ammortamento, che risultava, infatti, essere irrilevante per tali soggetti.

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