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Contratto di rete

News 27.11.2017
Gli effetti del contratto di Rete sulla performance delle imprese A sette anni di distanza dalla loro introduzione, i contratti di Rete continuano a diffondersi con grande rapidità all'interno del tessuto produttivo italiano. Al 30 giugno 2017 si contano quasi 4mila contratti di Rete, che coinvolgono più di 19mila imprese. E' quanto emerge dal rapporto “Reti d’impresa − Gli effetti del contratto di Rete sulla performance delle imprese” curato da Centro Studi Confindustria, Istat e RetImpresa e presentato a Roma il 20 novembre presso l’Aula magna Istat di via Cesare Balbo.

La rapida crescita delle adesioni, si legge nella pubblicazione, ha portato il fenomeno ad avere ormai rilevanza macroeconomica: nel 2015 le imprese in Rete impiegavano 372mila addetti, generavano 89 miliardi di euro di fatturato e 20 miliardi di euro di valore aggiunto . L'evoluzione sembra poi sempre meno legata agli incentivi fiscali alla stipula di nuovi contratti di Rete che pure avevano accompagnato (in misura peraltro progressivamente meno intensa) i primi anni di vita dello strumento.

Tra il 2011 e il 2015 il contratto di Rete ha avuto un impatto positivo e significativo sulla performance delle imprese che vi hanno aderito, in un contesto caratterizzato da una profonda recessione e da una consistente riduzione della base produttiva del Paese. Il vantaggio per chi è entrato in Rete, va ricordato, non si è manifestato - in media – in un aumento del fatturato o dell'occupazione delle imprese in Rete bensì in un calo meno marcato di quanto sarebbe accaduto in assenza della Rete. In altri termini, il contratto di Rete ha contribuito a difendere fatturato e occupazione durante la più grave crisi economica degli ultimi 60 anni.

Per saperne di più scarica il testo del rapporto e il comunicato stampa.