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INAIL - Iter dell'aggiornamento delle tariffe dei premi.

Circolari 30.11.2017
La legge finanziaria per il 2014 (l. n. 147/2013) ha previsto l’aggiornamento delle tariffe dei premi Inail, un intervento attesissimo e delicatissimo, perché destinato ad incidere in modo potenzialmente positivo sul costo del lavoro, vista la forte riduzione degli infortuni dal 2000, anno di elaborazione delle attuali tariffe dei premi. Nelle more dell’iter dell’aggiornamento delle tariffe, il Parlamento ha disposto la riduzione dei premi in misura rilevante e stabile, per circa 1.2 miliardi  di euro a decorrere  dall'anno  2016.

A fine luglio del 2017, l’Inail ha presentato alle parti sociali una prima bozza del nomenclatore della tariffa, descrittivo delle lavorazioni oggetto di assicurazione, senza comunicare tuttavia i relativi tassi, elemento imprescindibile per poter valutare – sia pure a grandi linee - le modifiche apportate e le relative conseguenze.

Confindustria non ha mancato di far pervenire all’Istituto le proprie considerazioni nel mese di settembre, nelle quali sono state evidenziate le criticità, sia di metodo che di merito, della procedura adottata. In particolare, sono state evidenziate sia l’incoerenza di alcuni accorpamenti (alcune lavorazioni oggetto di accorpamento sono caratterizzate da tassi sensibilmente diversi e da rischi del tutto differenti, in contrasto con le disposizioni che espressamente presuppongono una coerenza del rischio con le lavorazioni assicurate) sia della impossibilità di svolgere considerazioni maggiormente coerenti in assenza di nuovi tassi medi nazionali (la cui conoscenza, in connessione con il nomenclatore, avrebbe consentito di iniziare a valutare il potenziale  l’impatto della nuova tariffa sugli oneri per le imprese).

E’ stato anche rappresentato che solamente la conoscenza piena di tutti i dati – come, ad esempio, il bilancio attuariale ed i meccanismi delle oscillazioni - avrebbe consentito di esprimere una valutazione compiuta sugli oneri effettivamente applicati a ciascuna azienda.

All’inizio del mese di novembre, l’Inail ha fornito una prima versione dei nuovi tassi medi nazionali, che hanno evidenziato da subito numerose criticità: a fronte di una apparente generalizzata riduzione, gli accorpamenti di alcune voci nel nomenclatore, l’incremento di tasso per alcune voci dalle rilevanti masse salariali e le notizie circa i cambiamenti nel sistema delle oscillazioni (che porterebbero benefici sensibilmente inferiori rispetto alle previsioni attuali) hanno evidenziato la oggettiva possibilità di un concreto incremento dei premi per le singole aziende.

Considerazione, questa, legittimata anche dalla perdurante indisponibilità di dati (come il bilancio attuariale o il meccanismo delle oscillazioni) più volte richiesti in quanto indispensabili per svolgere considerazioni adeguate.

Sulla base dei dati disponibili, nel mese di novembre Confindustria ha fatto pervenire le proprie valutazioni all’Inail, nelle quali non si evidenzia un giudizio negativo ma si sottolineano l’impossibilità di effettuare adeguate analisi, da un lato, e la permanenza di numerosi dubbi, dall’altro, per la mancanza di dati essenziali e per le evidenze derivanti dai dati disponibili che, si ripete, sembrano porre le premesse per un potenziale incremento di oneri per le imprese (anche sulla scorta di alcune analisi empiriche appositamente condotte che, seppur in assenza di dati essenziali, sembrano deporre per l’incremento dei premi).

In realtà, nelle precedenti occasioni di revisione delle tariffe (l’ultima nel 1999), erano stati messi a disposizione del sistema delle imprese tutti i dati necessari per svolgere considerazioni adeguate ed erano stati organizzati sessioni e tavoli di confronto, durati vari mesi.

In questa occasione, il confronto si è svolto in due riunioni di presentazione ed è caratterizzato dalla perdurante assenza di documentazione.

Il Consiglio di indirizzo e vigilanza, con una delibera del 12 luglio 2017, aveva richiamato l’Istituto – tra l’altro - a rendere disponibili tutti i dati ed apposite elaborazioni che consentissero di apprezzare ed analizzare gli orientamenti dell’Istituto, nel breve e nel medio periodo.

La riduzione degli infortuni dal 2000 ad oggi e dei conseguenti oneri per l’Istituto non possono certo tradursi, di fatto, in un aumento di tariffe, se non altro perché, anche in presenza di un andamento infortunistico non univoco, criteri di mutualità (propri di ogni assicurazione, pubblica e privata) soccorrono a rendere sostenibile il carico assicurativo (come evidenziato anche dal Consiglio di indirizzo e vigilanza).