Accordo per il credito ABI – CONFINDUSTRIA

È stato siglato, lo scorso 12 febbraio, tra ABI e Confindustria, l’accordo per il credito e la valorizzazione delle nuove figure di garanzia.

Sono operazioni dell’Accordo:

 1) finanziamenti alle imprese garantiti dal trasferimento, sospensivamente condizionato, di un bene immobile;

2) I finanziamenti alle imprese garantiti da pegno mobiliare non possessorio.

Si ricorda,  infatti che con il DL con il DL n.59/2016, al fine di rendere maggiormente flessibile il sistema delle garanzie nell’ottica di accelerare i tempi di escussione e di assicurare un miglior servizio del credito alle imprese, sono state introdotte nuove figure di garanzia:

Il Pegno mobiliare non possessorio e l’istituto del finanziamento alle imprese garantito dal trasferimento di un bene immobile sospensivamente condizionato, ispirato al c.d. patto marciano (art. 2 del decreto-legge).

DURATA ACCORDO

L’accordo tra ABI e Confindustria ha validità dal 12 febbraio 2018 al 31 dicembre 2019.

DESTINATARIE ACCORDO

Sono destinatarie dell’accordo le imprese economicamente e finanziariamente sane, operanti in Italia e appartenenti a tutti i settori economici.

Le banche che intendono dare seguito a tale accordo ne danno comunicazione sul proprio sito internet specificandone la data di avvio di operatività e comunicandolo prima all’ABI.

Di seguito le caratteristiche dei due strumenti di garanzia.

PEGNO MOBILIARE NON POSSESSORIO

Il decreto-legge 59/2016 ha introdotto l’istituto giuridico del pegno non possessorio, che consente alle imprese di garantire i crediti loro concessi, presenti o futuri, mediante la costituzione di un vincolo sui beni mobili non registrati, anche immateriali, destinati all’esercizio dell’attività d’impresa, nonché sui crediti derivanti o inerenti tale esercizio.

La ratio del nuovo istituto è, dunque, di sostenere finanziariamente le imprese e agevolare il recupero dei crediti.

Una delle principali novità riconducibili al nuovo istituto è che il pegno non possessorio lascia la disponibilità del bene mobile in capo al debitore, che può continuare a utilizzarlo nell’esercizio dell’attività di impresa oppure, ove non sia diversamente disposto nel contratto, trasformarlo, alienarlo o comunque disporne. L’effetto positivo di tale previsione è di consentire al debitore di accedere a un finanziamento conservando la possibilità di utilizzare il bene.

Ulteriore innovazione introdotta dal pegno non possessorio è il meccanismo automatico di escussione della garanzia che dovrebbe contribuire a rendere più snello e celere il recupero dei crediti garantiti. In particolare, al verificarsi dell’inadempimento e, dunque, di un evento che determina l’escussione del pegno, al creditore viene riconosciuta, alternativamente, la facoltà di

1.vendere i beni gravati dal pegno, attraverso procedure competitive e previa stima effettuata da un esperto, trattenendo il corrispettivo fino a concorrenza della somma garantita e con l’obbligo di restituire l’eventuale eccedenza;

2. escutere o cedere i crediti oggetto di pegno, fino a concorrenza della somma garantita;

3.ove previsto nel contratto, locare il bene oggetto del pegno, imputando i canoni a soddisfacimento del proprio credito e fino a concorrenza della somma garantita, ma solo se il contratto prevede criteri e modalità di determinazione del corrispettivo della locazione

4.sempre se previsto nel contratto, appropriarsi dei beni vincolati fino a concorrenza della somma garantita, a condizione che siano previsti dall’accordo criteri e modalità di valutazione del valore del bene oggetto di pegno e dell’obbligazione garantiti.

Qualora l’escussione sia avvenuta in violazione di tali criteri e modalità, il debitore può agire in giudizio per il risarcimento del danno.

Il pegno non possessorio si costituisce per atto scritto e diviene opponibile a terzi dal momento dell’iscrizione presso il registro informativo appositamente costituito presso l’Agenzia delle entrate (“Registro dei pegni non possessori”). L’iscrizione ha durata decennale e può essere rinnovata prima della scadenza.

Tale vincolo non è, in ogni caso, opponibile – anche se anteriormente costituito ed iscritto – al soggetto che abbia finanziato  l’acquisto di un determinato bene destinato  all’esercizio dell’impresa e garantito da riserva di proprietà sul bene medesimo o da pegno successivo.

In sede di conversione in legge, è stato inoltre introdotto il diritto del debitore o del terzo concedente il pegno di proporre opposizione all’escussione del pegno intrapresa dal creditore, entro cinque giorni dalla relativa intimazione. A tale opposizione si applicano le disposizioni del codice di procedura civile che disciplinano il procedimento sommario di cognizione (artt. 702 bis e seguenti c.p.c.).

PATTO MARCIANO

Il decreto-legge ha introdotto l’istituto del finanziamento alle imprese garantito dal trasferimento di un bene immobile sospensivamente condizionato, ispirato al c.d. patto marciano (art. 2 del decreto-legge).

Questo istituto consente di prevedere, in un contratto di finanziamento tra impresa e banca (o altro soggetto autorizzato a concedere finanziamenti nei confronti del pubblico ai sensi dell’articolo 106 TUB), il trasferimento, in caso di inadempimento del debitore, in favore del creditore – o di una società controllata o collegata – della proprietà di un immobile o di altro diritto immobiliare dell’imprenditore o di un terzo posti a garanzia del finanziamento.

Tale trasferimento – soggetto anche a trascrizione – è però sospensivamente condizionato all’inadempimento del debitore. Inoltre, non può essere convenuto trasferimento in relazione a immobili adibiti ad abitazione principale del proprietario, del coniuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado.

Qualora il finanziamento sia già garantito da ipoteca, il trasferimento sospensivamente condizionato all’inadempimento, una volta trascritto, prevale sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite successivamente all’iscrizione ipotecaria. Il trasferimento può avvenire anche in caso di immobile sottoposto a esecuzione forzata per espropriazione.

Al pari del pegno non possessorio, anche questo istituto punta a rendere più flessibile il sistema delle garanzie che assistono i finanziamenti concessi alle imprese, consentendo al creditore di ottenere, per via contrattuale, un’utilità per la quale oggi è necessario l’intervento del giudice.

 

 

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